Olio di oliva quale simbolo del mediterraneo

L’olivo e il prodotto ottenuto dai suoi frutti, sono in tutto e per tutto simbolo della mediterraneità poiché esistono dei documenti storici, oltre che religiosi e folkloristici che ne attestano l’esistenza e l’utilizzo già nel 1597 a.c. Proprio a questo periodo risalgono alcune tavolette ritrovate nel palazzo imperiale di Babilonia che riportavano l’inventario delle razioni di olio di oliva distribuito a ciascuna persona. Anche il passo biblico del diluvio universale e dell’arca di Noè fa chiaro riferimento all’olivo e all’olio di oliva facendo assumere così una valenza simbolica e religiosa degli stessi.

Furono i fenici a far conoscere l’olivo lungo tutte le coste del Mediterraneo, dell’Africa e del Sud Europa e a diffondere l’utilizzazione di quello che loro chiamavano “oro liquido”.

I Greci ampliarono le coltivazioni dell’olio ma grande contributo venne dato dai romani che provarono a coltivare l’olivo in tutti i territori da loro conquistati.

Furono proprio loro ad inventare i primi strumenti per la frangitura e a classificare l’olio in 5 qualità diverse:

  • Oleum ex albis ulivis cioè ottenuto da olive verdi
  • Oleum viride ottenuto da olive più mature
  • Oleum maturum ottenuto da olive decisamente mature
  • Oleum caducum ottenuti da olive cadute a terra
  • Oleum cibarium ottenuto da olive appassite di cattiva qualità per cui destinato agli schiavi

Si diffuse così in tutto il mediterraneo e l’olio entrò a far parte della vita di tutti i giorni. Non era solo un condimento ma addirittura veniva usato come moneta di scambio e per operazioni commerciali. Lo si usava inoltre per scopi terapeutici, come unguento per i morti, nelle feste religiose e spesso anche per allontanare influssi malefici.

Se i nostri predecessori più antichi avevano capito l’importanza dell’ “oro giallo”, dal 14 secolo fino alla fine dell’ottocento, l’olio visse un lungo periodo di eclissi anche perché con il diffondersi dell’allevamento bovino sempre più frequentemente si usavano altri tipi di condimenti quali il burro e lo strutto.

Fu solo verso la fine dell’ottocento ed i primi del novecento che con la nascita del concetto di cucina regionale si riscoprì e rivalorizzò l’utilizzo dell’olio nelle nostre cucine essendo uno dei nostri migliori prodotti nazionali.

Cerchiamo dunque di diffondere sempre più questa antica cultura, proteggendolo, valorizzandolo ed apprezzandolo come realmente questo prodotto merita!